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Cannabis e Sessualità: aspetti positivi e negativi

Cannabis e Sessualità: aspetti positivi e negativi

Il nostro organismo ha diversi sistemi che lavorano insieme per mantenere le funzioni fisiologiche vitali. In particolare, il sistema endocrino, costituito da ipotalamo, pancreas, organi sessuali e ghiandole (tiroidea, pineale e surrenale), si occupa della produzione di ormoni, e funge da rete di comunicazione all'interno del corpo. Questo perché, una volta rilasciati nell'organismo, gli ormoni prodotti dalle ghiandole agiscono come messaggeri chimici.

Oltre ai diversi sistemi che costituiscono il corpo (circolatorio, linfatico…), l'organismo dispone di un sistema endocannabinoide, una rete di neuroni che si localizza nel cervello e nel sistema nervoso centrale e periferico dei mammiferi e che si occupa del mantenimento di numerose funzioni corporee, tra cui l'appetito, il senso di dolore o l'umore.

Ma la cosa interessante è che il sistema endocannabinoide ha un legame molto stretto con il sistema endocrino, provocando interazioni che fanno sì che la cannabis agisca come antidolorifico, stimolatore dell'appetito o regolatore dell'umore. Purtroppo, sono pochi gli studi che hanno analizzato il legame tra la marijuana ed il sistema endocrino. Per questo, ogni scoperta, per quanto piccola, merita di essere menzionata.

Tra i numerosi ormoni prodotti dall'organismo, ognuno con le sue specifiche funzioni, quelli più noti sono il testosterone, gli estrogeni, il cortisolo, l'insulina, il progesterone, la prolattina e l'ormone tiroideo, i quali incidono sulla crescita, sul sistema immunitario, sullo stato d'animo o sul metabolismo.

L'impatto della cannabis sugli ormoni secondo la scienza

Recentemente è stato scoperto che il consumo regolare di cannabis può avere effetti su diversi ormoni. In base ai risultati di uno studio preclinico, il THC sarebbe infatti in grado di regolare l'omone surrenale, l'ormone tiroideo, la prolattina e l'ormone della crescita. Ma a cosa è dovuto questo fenomeno?

Secondo i ricercatori, il THC incide sugli ormoni del corpo perché il cannabinoide è in grado di modificare l'azione di diversi neurotrasmettitori all'interno dell'ipotalamo e del sistema nervoso centrale (l'ipotalamo è situato nella parte centrale inferiore del cervello e collega il sistema endocrino con il sistema nervoso centrale). Il consumo de cannabis, di THC in particolare, inciderebbe addirittura sugli ormoni sessuali, quali gli estrogeni, il testosterone e gli ormoni della crescita.

Da uno studio pubblicato a gennaio del 2019, è emerso ad esempio che gli uomini che consumano cannabis producono una maggiore quantità di sperma e presentano livelli più elevati di testosterone. Risultati, questi, che hanno contradetto l'ipotesi iniziale dei ricercatori, i quali si aspettavano che la cannabis avesse ripercussioni negative sulla qualità dello sperma. Le evidenze suggeriscono invece che la sostanza potrebbe generare una reazione positiva negli ormoni, i quali svolgono un ruolo fondamentale nella fertilità. Questo effetto benefico scompare, però, quando il consumo di cannabis è eccessivo.La cannabis e gli ormoni maschili e femminili

Per anni, la ricerca si è concentrata piuttosto sul legame tra cannabis e produzione di ormoni maschili, trascurando spesso l'effetto della sostanza sugli ormoni femminili. Sappiamo quindi che il consumo di cannabis si traduce in un aumento della produzione di testosterone. Nella stessa maniera, però, un livello elevato di THC nel sangue può avere un effetto antiestrogenico, e cioè bloccare la produzione degli ormoni sessuali femminili.

Le ricerche suggeriscono inoltre che, durante l'ovulazione, le donne sviluppano una forte sensibilità a cannabinoidi quali il THC. Analogamente, il corpo femminile assimilerebbe la cannabis in maniera diversa in base ai livelli di estrogeni. Secondo uno studio condotto dalla Washington State University nel 2014, i topi femmina sono circa un terzo più sensibili all'effetto antidolorifico del THC rispetto ai topi maschi, il che si traduce sostanzialmente in una maggiore tolleranza al dolore, con un chiaro aumento della sensibilità ai farmaci durante l'ovulazione.

Per fare totale chiarezza sul legame tra la cannabis e la produzione di ormoni femminili servono, però, più studi clinici su pazienti umani. In anni recenti è stato scoperto che un livello elevato di prolattina può portare le donne a subire problemi quali un aumento dello stress, disturbi di salute mentale come ansia e depressione, infertilità, osteoporosi e addirittura dominanza di estrogeni. Ed è proprio qui che potrebbero subentrare i benefici terapeutici e medicinali della cannabis.

D'altro canto, un livello basso di prolattina potrebbe ridurre il rischio di sviluppare il tumore ai testicoli o al seno. Ma nonostante i livelli ridotti siano più positivi rispetto ai livelli elevati, la totale soppressione della prolattina può incidere negativamente nella fertilità e durante il post-parto.Altri ormoni da considerare

Un aspetto che non è stato studiato a sufficienza è l'impatto della cannabis sulla tiroide. Sappiamo che la pianta è in grado di ridurre i livelli di TSH, l'ormone che stimola e controlla il funzionamento della tiroide, ma i ricercatori sono tuttora incerti riguardo il meccanismo d'azione specifico. Dunque, resta ancora tanto da approfondire.

Un altro ormone sensibile all'effetto della cannabis è l'ormone della crescita (HGH), che viene secreto dalla ghiandola pituitaria. Questo ormone interagisce direttamente con i recettori CB1 del sistema endocannabinoide, stimolando il metabolismo dei carboidrati o migliorando la sensibilità dei recettori dell'insulina, il che si traduce in un aumento della massa muscolare che a sua volta determina una diminuzione della massa di grasso. 

Quando l'HGH viene invece soppresso, si sopprime anche la propagazione e la crescita delle cellule tumorali, un effetto che potrebbe rivelarsi di grande utilità. L'ormone è fondamentale anche per la fertilità femminile, così come per il normale sviluppo del ciclo che governa il corpo delle donne. In più, contribuisce alla crescita e allo sviluppo mentale e fisico degli individui.

In sintesi, serve più ricerca per avere un quadro più completo sul legame tra la cannabis ed il sistema endocrino. Nonostante i cannabinoidi presentino proprietà antidolorifiche, antinfiammatorie e antidepressive, tra gli altri effetti benefici, soltanto le future scoperte sul sistema endocannabinoide del corpo potranno fare chiarezza sul modo in cui la cannabis indice sulla produzione di ormoni.

La cannabis e gli ormoni maschili e femminili

Per anni, la ricerca si è concentrata piuttosto sul legame tra cannabis e produzione di ormoni maschili, trascurando spesso l'effetto della sostanza sugli ormoni femminili. Sappiamo quindi che il consumo di cannabis si traduce in un aumento della produzione di testosterone. Nella stessa maniera, però, un livello elevato di THC nel sangue può avere un effetto antiestrogenico, e cioè bloccare la produzione degli ormoni sessuali femminili.

Le ricerche suggeriscono inoltre che, durante l'ovulazione, le donne sviluppano una forte sensibilità a cannabinoidi quali il THC. Analogamente, il corpo femminile assimilerebbe la cannabis in maniera diversa in base ai livelli di estrogeni. Secondo uno studio condotto dalla Washington State University nel 2014, i topi femmina sono circa un terzo più sensibili all'effetto antidolorifico del THC rispetto ai topi maschi, il che si traduce sostanzialmente in una maggiore tolleranza al dolore, con un chiaro aumento della sensibilità ai farmaci durante l'ovulazione.

Per fare totale chiarezza sul legame tra la cannabis e la produzione di ormoni femminili servono, però, più studi clinici su pazienti umani. In anni recenti è stato scoperto che un livello elevato di prolattina può portare le donne a subire problemi quali un aumento dello stress, disturbi di salute mentale come ansia e depressione, infertilità, osteoporosi e addirittura dominanza di estrogeni. Ed è proprio qui che potrebbero subentrare i benefici terapeutici e medicinali della cannabis.

D'altro canto, un livello basso di prolattina potrebbe ridurre il rischio di sviluppare il tumore ai testicoli o al seno. Ma nonostante i livelli ridotti siano più positivi rispetto ai livelli elevati, la totale soppressione della prolattina può incidere negativamente nella fertilità e durante il post-parto.

Altri ormoni da considerare

Un aspetto che non è stato studiato a sufficienza è l'impatto della cannabis sulla tiroide. Sappiamo che la pianta è in grado di ridurre i livelli di TSH, l'ormone che stimola e controlla il funzionamento della tiroide, ma i ricercatori sono tuttora incerti riguardo il meccanismo d'azione specifico. Dunque, resta ancora tanto da approfondire.

Un altro ormone sensibile all'effetto della cannabis è l'ormone della crescita (HGH), che viene secreto dalla ghiandola pituitaria. Questo ormone interagisce direttamente con i recettori CB1 del sistema endocannabinoide, stimolando il metabolismo dei carboidrati o migliorando la sensibilità dei recettori dell'insulina, il che si traduce in un aumento della massa muscolare che a sua volta determina una diminuzione della massa di grasso. 

Quando l'HGH viene invece soppresso, si sopprime anche la propagazione e la crescita delle cellule tumorali, un effetto che potrebbe rivelarsi di grande utilità. L'ormone è fondamentale anche per la fertilità femminile, così come per il normale sviluppo del ciclo che governa il corpo delle donne. In più, contribuisce alla crescita e allo sviluppo mentale e fisico degli individui.

In sintesi, serve più ricerca per avere un quadro più completo sul legame tra la cannabis ed il sistema endocrino. Nonostante i cannabinoidi presentino proprietà antidolorifiche, antinfiammatorie e antidepressive, tra gli altri effetti benefici, soltanto le future scoperte sul sistema endocannabinoide del corpo potranno fare chiarezza sul modo in cui la cannabis indice sulla produzione di ormoni.

Articolo tratto da https://www.dinafem.org/it/blog/effetto-cannabis-livelli-ormonali-dellorganismo/

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